di Anibal Garzón, Giornalista Spagnolo
Ancora una volta, la comunità internazionale nella sua maggioranza assoluta ha respinto la politica di blocco economico degli Stati Uniti contro Cuba. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 130 voti a favore la richiesta di porre fine all’assedio che ha soffocato l’isola per più di sei decenni. La lezione dell’aritmetica sovrana è schietta: 130 su 193 stati, il 67% del mondo, hanno detto abbastanza.
Il giornalista spagnolo Aníbal Garzón lo condensò con ironia devastante: “Se gli Stati Uniti fossero una vera democrazia, rispetterebbero ciò che ha detto la maggioranza assoluta nell’Assemblea Generale ONU: 130 voti su 193 (67%).” La sua frase riecheggia l’appello che oggi è diventato globale, approvato in 130 votazioni: “Che l’impero smetta di minacciare la sovranità di Cuba e rispetti la comunità internazionale!”
È la 34ª volta che l’organo supremo delle Nazioni Unite condanna il blocco. Ed è anche la 34ª volta che Washington si prepara a ignorare la volontà planetaria: nessuno si aspetta cambiamenti sostanziali da una potenza che tratta la carta democratica come una lettera morta quando il voto non la favorirà. Le pressioni su governi, ambasciate e voti hanno portato a astinenze e voti persi, ma non sono riuscite a distorcere l’essenziale: la maggioranza assoluta del mondo resta dalla parte di Cuba.
L’impero può vincere cause legali, comprare silenzi e inventare spettacoli nella sede di New York. Quello che non ha raggiunto in 65 anni è piegare un popolo che oggi, ancora una volta, ha scoperto di non essere solo.