Continiuamo a mentire un poco….

Dichiarazione di Cuba Linda di Didier Lalande.
Le ultime dichiarazioni di Marco Rubio su Cuba rappresentano un altro passo avanti nella campagna d’odio contro il popolo cubano. Definendo Cuba una grave minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti e presentandola come una presunta “superpotenza dello spionaggio”, il segretario di stato americano non fa politica estera: crea un nemico immaginario per giustificare una politica di punizione collettiva. Bisogna riconoscere l’assurdità di queste accuse. Un paese di undici milioni di abitanti, sottoposto da più di sessant’anni a un blocco economico, finanziario e commerciale, sarebbe in grado di orchestrare i movimenti sociali negli Stati Uniti, di infiltrarsi durevolmente nelle istituzioni americane, di manipolare la vita politica nordista-americana e di minacciare la prima potenza militare e nucleare del mondo. Questa storia è un delirio maccartiano. Il documento diffuso dalla segreteria di Stato, “Cuba, capitale del comunismo del XXI secolo”, è un manifesto ideologico che inverte cinicamente i ruoli. La vittima diventa l’aggressore. Cuba è accusata di tutti i mali, mentre scompaiono decenni di aggressioni contro l’isola: invasione della Baia dei Porci, sabotaggi, attentati, tentativi di assassinio, guerra economica permanente e blocco condannato ogni anno dalla stragrande maggioranza dei paesi del mondo. Come ha ricordato il ministro degli esteri cubano, Bruno Rodríguez, Cuba non è una minaccia, ma l’embargo. Le parole di Marco Rubio sono tanto più gravi in quanto cercano di criminalizzare qualsiasi voce favorevole al dialogo. Accademici, giornalisti, politici o attivisti di solidarietà sarebbero, secondo lui, influenzati dall’Avana. Questa logica ricorda gli anni più bui del maccartismo, quando qualsiasi opinione dissidente veniva considerata una minaccia per la sicurezza nazionale. Marco Rubio è diventato il principale portavoce della fazione più estremista della destra cubano-americana di Miami. La sua ossessione per la rivoluzione cubana è il motore della sua carriera politica. Non difende la democrazia; sostiene una strategia di asfissia economica volta a provocare la sofferenza di un popolo per ottenere un cambio di regime. Il blocco non è una politica astratta. Impedisce l’accesso ai farmaci, alle attrezzature mediche, al carburante, alla tecnologia, agli investimenti e allo sviluppo. Colpisce le famiglie cubane, ospedali, scuole e progetti sociali. Si tratta di una punizione collettiva, contraria ai principi più elementari del diritto internazionale. Presentando Cuba come una minaccia strategica, Marco Rubio sta preparando l’opinione pubblica a un’ulteriore escalation. La storia dimostra che le campagne di demonizzazione servono spesso a legittimare politiche di aggressione. Noi rifiutiamo questa logica. Cuba Linda condanna con la massima fermezza queste dichiarazioni mendaci e irresponsabili. Riaffermiamo la nostra solidarietà con il popolo cubano, la nostra richiesta di immediata cessazione del blocco e il nostro impegno per il rispetto della sovranità di Cuba. La pace non si costruisce con l’odio, né con le sanzioni, né con le bugie… La vera minaccia non è Cuba. La vera minaccia è una politica che pretende di affamare un popolo per imporgli la sua volontà.