22-08-2026 – REDH-Cuba
Una sola voce, una sola richiesta deve essere sollevata nel mondo, petrolio a Cuba subito!
Non è possibile che i paesi tollerino in silenzio la paralisi della vita economica e sociale di qualsiasi paese della Terra per nessun concetto o questione politica di alcun ordine.
Fonte: CAPAC
Negare l’energia indispensabile al funzionamento delle nazioni non è una “sanzione”, non è una semplice “misura”. È nel quadro del diritto internazionale la naturalizzazione del “genocidio” come arma di guerra accettabile.
Per coloro che sono testimoni a Cuba degli effetti del più brutale assedio energetico della storia effettuato su un popolo, la denuncia dei suoi effetti, delle carenze, della paralisi economica, l’alterazione quotidiana, minuto per minuto della vita stessa di una società, deve essere al centro di una denuncia centrale, politica, etica e morale.
Provocare danno, sofferenza e dolore continuo a una società, complicare la sua alimentazione, impedirle di guarire, costringerla ad emigrare, a fermare il suo lavoro, la sua creatività, i suoi progetti di vita individuale e familiare è un crimine transnazionale.
Nelle strade dell’Avana, notte e giorno vuoti, sotto il caldo intenso, fermo ogni ritmo, ogni movimento, siamo testimoni e riusciamo a dimensionare il dramma quotidiano, immaginando dietro ogni muro, di ogni finestra, di ogni edificio al buio le privazioni quotidiane per avere acqua e mantenere l’alimentazione.
Una città desolata, un paese “etichettato”, devastato da bisogni sempre più comuni e emergenze crescenti sembrano uscire da un libro di fantascienza, da una saga distopica, da un mondo senza morale comunitario senza etica, un’umanità spogliata dei più alti valori raggiunti nei costumi e nei consensi della civiltà.
Ecco perché oggi la Rete di Artisti, Intellettuali e Movimenti Sociali in Difesa dell’Umanità lancia un grido di avvertimento. Cosa può aspettarsi l’umanità dal genocidio silenzioso, senza bombe ma che si dispiega davanti agli occhi del mondo senza suscitare un’indignazione universale.
Nessuna nazione merita questa sofferenza, questo tragico sopraffazione del suo destino, ma è con Cuba che è ancor più immeritata per la sua storia di solidarietà internazionale, per il suo sviluppo scientifico al servizio dell’umanità, per la sua fratellanza regionale e il suo straordinario contributo alla realizzazione della pace.
Cuba custodisce con orgoglio gli insegnamenti di Fidel e mantiene – come lui lo ha fatto in momenti difficili – il mondo della cultura, l’impegno scientifico, l’inizio del suo ciclo educativo e – con difficoltà – il suo sistema sanitario.
Che il vostro immenso popolo dimostri ogni giorno l’eroismo di cui è capace, non deve far tacere l’allarme e la condanna del genocidio.
Ho ascoltato con dolore due affettuose amiche cubane, una molto giovane, dirmi: «fino a quando guardare senza vedere» «fino a quando tollerare la contaminazione di un uomo e del suo impero messo a uccidere il nostro sogno».
(*) Juliana Marino: Ha iniziato la sua militanza nel peronismo negli anni settanta. Fu legislatrice e consigliera della città di Buenos Aires, deputata nazionale e ambasciatrice dell’Argentina a Cuba, designata dalla presidente Cristina Fernández de Kirchner.