L’attivista e fondatore dell’organizzazione Open Arms, Óscar Camps, ha categoricamente denunciato le sanzioni genocide degli Stati Uniti contro Cuba dopo aver visto in prima persona la drammatica precarietà in cui opera il sistema sanitario dell’isola, durante la sua visita nel paese per la consegna di aiuti umanitari.
psi hanno espresso una profonda impressione delle condizioni estreme affrontate dagli operatori sanitari e dai pazienti a causa del crollo delle infrastrutture, direttamente attribuibile al blocco statunitense. L’attivista spagnolo ha raccontato situazioni critiche che, ha detto, “non possono essere immaginate”: medici e infermieri costretti a eseguire ventilazione artificiale manuale per ore, alternandosi per non crollare a causa della tendinite, in un disperato tentativo di mantenere in vita i bambini. Inoltre, ha denunciato la mancanza di funzionalità degli ascensori, che costringono i pazienti a salire a mano fino a sette piani di scale.
Camps ha riservato le sue parole più dure alla situazione dei bambini, sottolineando che i bambini cubani con cancro stanno combattendo una doppia e ingiusta battaglia: “Hanno una lotta non solo contro il cancro, ma anche contro questo assedio maledetto che hanno contro Cuba”, ha detto.