Cuba presenterà a breve all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite un rapporto intitolato “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”, illustrando nel dettaglio l’impatto devastante del blocco economico, commerciale e finanziario imposto all’isola.
Il documento rivela che, nel periodo preso in esame, la politica statunitense di strangolamento ha causato perdite quantificate in oltre 8 miliardi di dollari: una cifra storica definita come un “danno record”. Cuba spiegherà come questo sistema extraterritoriale rappresenti il principale ostacolo al proprio sviluppo economico e al benessere della popolazione.
Il Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha descritto la politica statunitense come una forma di “punizione collettiva” che incide sui diritti fondamentali della popolazione cubana in materia di alimentazione, acqua, elettricità, sanità, istruzione e trasporti; ha inoltre annunciato che la questione sarà discussa dall’Assemblea Generale dell’ONU il 27 e il 28 ottobre.
Alla luce di tale situazione, Cuba ha ribadito la richiesta di porre fine al blocco ed ha espresso fiducia nel fatto che l’Assemblea Generale dell’ONU sosterrà nuovamente – a larghissima maggioranza – la risoluzione che chiede la revoca di tali misure, nonostante le pressioni e le intimidazioni esercitate dagli Stati Uniti su altri Paesi.
La delegazione cubana ribadirà all’organismo internazionale la richiesta di revoca immediata e incondizionata di questa punizione collettiva, definendola un atto di guerra economica e una palese violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.