Cuba ha ribadito dinanzi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che il rigoroso rispetto del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale umanitario costituisce un obbligo imprescindibile per tutti gli Stati, in particolare alla luce della proliferazione e del protrarsi dei conflitti armati, delle crescenti tensioni geopolitiche e della pericolosa corsa agli armamenti.
Nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza svoltasi secondo la formula Arria sul rispetto del diritto internazionale nelle situazioni di conflitto armato, il Rappresentante Permanente di Cuba presso le Nazioni Unite, Ambasciatore Ernesto Soberón Guzmán, ha ricordato che la Carta stabilisce il dovere di risolvere le controversie con mezzi pacifici e di astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato. Ha sottolineato che tali principi devono essere applicati con pari fermezza e senza doppi standard in ogni circostanza.
Il diplomatico cubano ha denunciato le violazioni del diritto internazionale umanitario commesse da Israele — la potenza occupante — contro il popolo palestinese e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di adempiere alle proprie responsabilità, di sostenere pienamente l’autorità della Carta delle Nazioni Unite e di garantire il rispetto e l’attuazione delle proprie decisioni. Ha inoltre insistito sulla necessità di affrontare le cause profonde e il contesto storico dei conflitti e di promuovere il dialogo, la solidarietà e la cooperazione internazionale.
Soberón Guzmán ha altresì denunciato la storia di aggressioni, minacce di ricorso alla forza, interferenze negli affari interni di altri Stati e imposizione di misure coercitive unilaterali da parte degli Stati Uniti. Ha osservato che tali pratiche violano il diritto internazionale, esacerbano i conflitti e le divisioni e minano il multilateralismo, nonché la credibilità e la legittimità delle Nazioni Unite.
Facendo riferimento specifico a Cuba, ha avvertito che il governo degli Stati Uniti ha intensificato la propria politica contro il Paese a livelli senza precedenti, attraverso un estremo inasprimento del blocco, un severo embargo energetico e sanzioni secondarie con gravi ripercussioni extraterritoriali. Ha inoltre denunciato le minacce pubbliche di aggressione militare diretta contro Cuba e ha avvertito che un’avventura militare avrebbe conseguenze disastrose non solo per Cuba e gli Stati Uniti, ma anche per la pace, la sicurezza e la stabilità, sia a livello emisferico che internazionale. Alla luce di tale situazione, ha affermato, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe agire nel rigoroso rispetto del proprio mandato.
Il Rappresentante Permanente ha ribadito che, nonostante il pericolo latente di un’aggressione militare, Cuba resta impegnata a favore della pace e del dialogo, sulla base del diritto internazionale, dell’uguaglianza sovrana e del rispetto reciproco. Ha sottolineato che una pace duratura può essere costruita solo su fondamenta di giustizia, attraverso il multilateralismo e la risoluzione pacifica delle controversie, nel pieno rispetto degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite.