Il Partito di Avanguardia Popolare (PVP) della Costa Rica ha condannato la decisione del governo di Laura Fernández di interrompere le relazioni diplomatiche con Cuba; una mossa che l’isola caraibica ha definito un atto di sudditanza verso gli Stati Uniti.
In una dichiarazione diffusa sui social media, il gruppo politico ha denunciato l’operato dell’esecutivo, affermando che esso costituisce l’ennesima, vergognosa dimostrazione della sottomissione della politica estera costaricana agli interessi geopolitici statunitensi.
Il documento aggiunge che tale rottura evidenzia l’allineamento del governo costaricano con le forze internazionali che sostengono il blocco criminale e le politiche di aggressione contro il popolo cubano.
Nel suo messaggio, il PVP ha fatto riferimento alla protesta formale presentata il giorno precedente dal Ministero degli Esteri cubano in merito alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Manuel Tovar sulla cessazione dei rapporti diplomatici, avvenuta senza preavviso alla controparte.
L’organizzazione politica ha osservato che il 16 settembre il capo della diplomazia costaricana aveva incontrato a Washington il suo omologo statunitense, Marco Rubio, per poi annunciare, pochi giorni dopo, l’interruzione dei rapporti con Cuba tramite un organo di stampa statunitense.
“Non possiamo accettare che la Costa Rica agisca come una marionetta al servizio di interessi stranieri, né che abbandoni la sua tradizione di dialogo e di risoluzione pacifica delle controversie a favore di una politica di aggressione contro nazioni sorelle dell’America Latina e dei Caraibi”, si legge nella dichiarazione.
Il Partito di Avanguardia Popolare ha inoltre sottolineato il legame di fratellanza tra i popoli di Cuba e della Costa Rica, ricordando che l’isola caraibica subisce da oltre sei decenni un blocco economico, finanziario e commerciale imposto dagli Stati Uniti.